Scrivendo un manuale di LibreLogo

Merci Andreas!!

#loptis

Nei prossimi corsi che terrò, due a Scienza della Formazione presso Unifi (http://www.unifi.it) e uno presso la IUL (http://www.iuline.it), proporrò un lavoro intensivo sul codice, utilizzando Logo. Proprio il Logo di Seymour Papert, nell’edizione per LibreOffice realizzata da László Németh. Sto scrivendo un manuale, che traggo e sviluppo liberamente dal testo di Lakó Viktória, purtroppo disponibile solo in ungherese. Per ora esiste solo il primo capitolo. Penso che si tratti del primo terzo di quello che dovrebbe essere il lavoro completo. Può già servire a fare molto ma soprattutto, ponendolo subito in rete, potrebbero emergere pareri e suggerimenti utili. Non mi dilungo qui: nella prefazione e nell’introduzione si spiegano le motivazioni del lavoro. Può essere scaricato da http://iamarf.ch/unifi/Piccolo-manuale-LibreLogo-out.pdf (sono 918 KB).

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Brucare libri

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

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di Roberto Maragliano

“<No, io leggo solo su carta. Vuoi mettere il profumo dei libri?>: questo è quello che mi dice l’80% di quelli con cui parlo di ebook. Io ero (cioè, in parte lo sono ancora) una capra: le mie letture andavano a stagioni e variavano in funzione della mia vicinanza a una libreria. Adesso (post Kindle) sto diventando una lettrice vorace anche se un po’ disordinata. Mi viene da domandarmi se gli ebook siano un sostituito dei libri di carta o se in realtà servano a incoraggiare le capre (come me) alla lettura”.

capra libro

Questa frase m’è capitata sotto gli occhi, grazie al motore di ricerca. L’ha messa su Facebook quasi due anni fa Rossella Cenini, alla quale ho chiesto, assieme all’amicizia, l’autorizzazione a riportarla qui, come ulteriore tassello di un discorso sulle metamorfosi in atto della forma libro.
Perché, quelli che ci seguono lo sanno, questo blog si…

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Libri da leggere in seconda elementare — Scuolainsoffitta

Durante l’anno della seconda elementare, quindi dai 7 – 8 anni, i bambini iniziano a diventare lettori autonomi. E’ qui che nasce la passione per la lettura vera, quando si staccano dalla necessità di avere qualcuno che legga per loro e possono esplorare la libreria di casa decidendo cosa leggere da soli . Piccoli lettori crescono!……

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Immaginare l’interazione (parte prima)

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

di Mario Pireddu

Premessa: questo sarà il primo di due post che tratteranno – in forma di appunti e di spunti di riflessione – di filosofia, media, educazione, immaginazione, interattività e creatività a partire dal convegno “Interactive Imagination” svoltosi a Roma il 6, 7 e 8 giugno 2016 presso l’Istituto Svizzero.

Interactive-Imagination0

Il convegno internazionale Interactive Imagination, organizzato dal gruppo di studio e ricerca coordinato da Pietro Montani, si è chiuso ieri in tarda serata con le riflessioni proposte dallo stesso Montani sul rapporto tra immaginazione e interattività. Gli ospiti erano tanti, anche internazionali, le cose dette molte: ci sarebbe parecchio da dire, ma essendo questo il post di un blog (peraltro molto personale), cercherò di riprendere qui soltanto alcuni degli spunti di indagine proposti dai diversi relatori che si sono succeduti nelle tre giornate.

Algoritmi e realtà

Dell’intervento di Paolo Fabbri sull’immaginazione crittografica mi limito a segnalare il legame tra

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Teste ben fatte — Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

di Roberto Maragliano Quella della testa ben fatta è una formula avvincente, ma anche ambigua. Piace perché fa sentire intelligenti quelli che la richiamano, indipendentemente dal fatto che ognuno la interpreta a modo suo. Realisticamente, allora, che vuol dire? Si possono dare e sono state date, autorevolmente, risposte diverse. Nessuna di queste è rassicurante.

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Le Madri di un’Italia migliore — visioni dalla storia

Originally posted on il Blog della Fondazione Nenni: -di VALENTINA BOMBARDIERI- Oscar Wilde diceva: “Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto.” Quel 2 giugno di settant’anni fa le donne collaborarono a cambiare il destino di una Nazione scegliendo tra Monarchia e Repubblica ed eleggendo l’Assemblea Costituente. Contadine o insegnanti, casalinghe o…

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La Repubblica e l’educazione — chiacchiere pedagogiche

Originally posted on Minima educationis: Sono trascorsi settant’anni da quel 2 giugno 1946 in cui si realizzava un intento che era insieme politico ed educativo. Se è vero che il conseguimento nel 1861 dell’Unità italiana aveva posto le premesse per la costruzione di una nuova realtà nazionale, erede di una grande tradizione storica e culturale, è…

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Il mio infinito/Dio, la vita e l’universo nelle riflessioni di una scienziata atea – Margherita Hack — TUTTOLANDIA

Sappiamo leggere il cielo? Scientificamente, in parte, si. Una ricerca che passa per i primi miti sull’origine del mondo, gli astronomi dell’antica Grecia; passa per Galileo, Newton, il Rinascimento…fino ad arrivare alla scienza moderna. Un libro dove il cielo è visto come il coperchio della vita e della morte, un libro che parla […]

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Un webinar dedicato al coding e al pensiero computazionale a scuola — Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

di Andrea Patassini Giovedì 5 maggio sono stato invitato da eTwinning per un webinar dedicato agli insegnanti per una prima introduzione al concetto di coding e per capire quali possano essere le opportunità che il pensiero computazionale offre nei processi di apprendimento. Si è parlato di coding inteso come pratica, per poi provare a ragionare […]

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Diario di bordo (2) – Dei siti e delle vite che debbono fare una differenza… — Rosebud – Critica, scrittura, giornalismo online

di Rina Brundu. Che poi uno si chiede: ma perché tenere un sito così? Perché non curare un sito di fotografie scattate in viaggio, di ricette gustose, perché non fare la fashion-blogger che fa tanto cool e nessuno si incazza con te e quei post fanno tanti likes e tanti followers? Perché purtroppo sono venuta […]

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Diario di bordo (3) – Dallo spazio di Hilbert a… c’é ignoranza e ignoranza. — Rosebud – Critica, scrittura, giornalismo online

di Rina Brundu. Sono certa che i più arguti tra i miei quattro lettori avranno notato che a volte riprendo quache argomento da Wikipedia e lo ripubblico quasi uguale. L’ultimo è stato il post titolato “Lo spazio di Hilbert” nella categoria Fisica e Matematica. Perché lo faccio? Perché penso che ci siano concetti che vale […]

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