The Summer of Digital Postcards

Originally posted on Glogster Blog:

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As an interesting article explained this week, learners are far more likely to engage with information when it is relevant to their own lived experiences. Moulding our teaching to fit learners’ lives makes it more important than ever to gain as much information as we can about those experiences at the very beginning of the year. Fortunately, the new school year follows some of young people’s most impressive and lasting experiences – the summer holidays! Some learners are lucky enough to travel during the vacation, taking in new facts in extraordinary new places. Others are rediscovering more familiar scenes, exploring their neighbourhoods in whole new ways. From family trips to summer camp to lazy days in the park with friends, no two learners’ summer experiences are quite the same. That’s why this is the perfect time to plan the first glog project of the next school year – a summer vacation report!

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5 papers every learning professional should read

Originally posted on E-Learning Provocateur:

I don’t read as many journal articles as I’d like.

Given the challenges and pressures of professional life, combined with everything else that’s been going on privately, I’ve fallen out of the habit of scanning the latest abstracts and deep diving into particular studies.

And that’s a problem because as a practitioner, I consider it important to inform my work with the latest science. While blogs (for example) certainly have their place in the discourse, so too do peer-reviewed publications.

So it was with much gratitude that I read The Science of Training and Development in Organizations: What Matters in Practice.

I say “gratitude” because it was one of the pre-reads for last night’s Sydney eLearning and Instructional Design Meetup. If David Swaddle (the meet-up’s organiser) hadn’t prompted me to read this paper in preparation for the event, I fear I never would have done so.

This in turn…

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Il caos necessario #linf14

Originally posted on #loptis:

Clicca qui per le versioni in lettura facilitata, EPUB e PDF.


La nostra idea è che per creare un buon ambiente di apprendimento si debba rinunciare a un po’ di controllo. Il controllo totale attiene alle faccende militari, non alla crescita di qualcosa di vivo – chi volesse raddrizzare tutti i giorni un olivo lo ammazzerebbe. La crescita richiede cura, che è una cosa ben diversa, e richiede tempo: la temporizzazione stretta che caratterizza tanta formazione è nefasta. A studiare molto in poco tempo si può anche imparare ma male, che delle volte è peggio che imparare poco – esattamente come a volersi riscaldare con un fuoco di paglia. Riflessione,  discussione, richiedono tempo. Un tempo che l’università ha cancellato, prendendo il peggio dell’Ottocento e il peggio della contemporaneità. Ad esempio, fare finta che un TFA progettato per sei mesi o più possa  essere fatto egualmente in due mesi vuol dire…

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Is the “app mentality” killing creativity?

Originally posted on Howard Gardner:

Katie Davis and Howard Gardner’s 2013 book The App Generation has been featured in an article from T.H.E. Journal (Technological Horizons in Education).

In the detailed piece, Davis and Gardner outline the most salient points gleaned from the research that led to the book, including the tendency of today’s youth to see their lives as a series of apps, termed “app mentality,” which creates an expectation for immediate answers to life’s questions and a one-track life trajectory. The authors also explain the study that demonstrated a decrease in language creativity but increase in visual creativity in the work of young people over the past two decades.

Davis and Gardner conclude by recommending that we all need time away from our devices in order to reflect. During such “down time,” the brain enters a kind of “default mode” and make larger connections between concepts and events, which is especially key to…

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¿Qué debería ser la educación abierta?

Originally posted on Innovación Educativa:

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La asociación educación abierta ha publicado el documento “Propuestas para un diálogo sobre educación abierta” donde se expone, a través de 8 apartados, lo que debería ser la escuela abierta. El documento, en el que tengo el honor de haber realizado una pequeña contribución, se basa en el modelo del documento del IPTS de la Comisión Europea “Innovating Learning: Key Elements for Developing Creative Classrooms in Europe“.

Para que la educación sea abierta deben concurrir varios aspectos en 8 dimensiones: contenido y currículum, evaluación, prácticas de aprendizaje, prácticas de enseñanza, organización, liderazgo y valores, interconectividad e infraestructura, tal y como se analiza en el documento citado.

La reflexión que me gustaría plantear se refiere a nuestra actitud, la del profesorado. ¿Debemos esperar a que concurran todos esos aspectos que cita el documento? ¿Podemos hacer algo para construir la educación abierta?

Mi planteamiento es avanzar en aquellos aspectos…

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Il coccodrillo come fa?

Originally posted on L'uomo di latta:

I pezzi WeDo che abbiamo usato I pezzi WeDo che abbiamo usato

Oggi al Talent Garden di Genova si è tenuto il corso intitolato “Il coccodrillo come fa?”. Nome buffo per una lezione di robotica, direte voi, ma se continuerete a leggere scoprirete perché lo abbiamo scelto.

Ho appena finito di mangiare una meritatissima pizza dopo giorni di laboratori robotici con bambini di tutte le età. Argomenti diversi, materiali diversi, aspettative diverse ed esperienze diverse…con una grande caratteristica comune: la capacità di dimenticare il resto, per un attimo, e provare in prima persona a imparare qualcosa di nuovo.
Questa è un’abilità  tipica dei bambini, che non ti ascoltano se stanno sperimentando, se un oggetto, un immagine, un animale hanno attirato la loro attenzione, se davanti ai loro occhi c’è una novità che merita concentrazione assoluta.

Oggi ogni coppia, dotata di pc con Scratch 1.4 installato, ha innanzi tutto costruito, passo dopo passo, il coccodrillo di…

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V Summer School di SDR: esploriamo(la) insieme!

Originally posted on L'uomo di latta:

Esplorazione robotica in corso! Esplorazione robotica in corso!

Tornano  le Summer School di Scuola di Robotica per bambini e bambine, ragazze e ragazzi dai 6 ai 14 anni!
Presso il Villaggio del Ragazzo di San Salvatore di Cogorno (Genova) dal 14 al 16 luglio 2015 vi aspettiamo per indossare le vesti degli esploratori e andare alla scoperta di mondi nascosti con il prezioso aiuto della robotica.

Le attività del Summer Camp saranno basate sull’uso e la programmazione di kit robotici e verranno e differenziate in base alle età dei partecipanti.
I laboratori ruoteranno intorno al tema “esplorazione”. I partecipanti impareranno a usare Bee Bot, Lego WeDo, Lego NXT EV3, Makey Makey, Little Bits, circuiti morbidi, robot aria-terra-acqua, robot creativi, BYOR-Arduino.
Vi saranno inoltre giochi e gare non per forza robotici, durante i quali si darà spazio all’osservazione e alla creatività.

Si parlerà inoltre di esplorazione spaziale e sottomarina (App The Island, l’App che Scuola…

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Internet a-t-il un dehors? L’inistence

Originally posted on existence!:

Internet pose à tous la question de la totalité du temps humain. C’est le nouvel infini, inappropriable comme humain et comme infini, et qui est pourtant l’objet de toutes les luttes pour l’appropriation. C’est le nouvel espace du temps lui-même, le premier espace- temps qui soit l’humanité elle-même. La place qu’on y prend, le temps qu’on y passe, voilà le nouvel être humain, le nouveau monde et le nouveau marché. Chacun, pour exister, doit s’y rendre et s’y vendre. Nul ne sait, au fond, s’il a encore pour longtemps un dehors. Combien reste-t-il de temps pour ce qui de nous est hors de lui ? Ou bien tout de nous est-il dedans, tout, jusqu’à nous même? Vivons-nous la transhumance de l’ego, de la transcendance d’un Sartre à l’immanence d’un Deleuze? Peut-être notre existence sera-t-elle une inistence ?

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Francesco apre ai Valdesi, parte del creato

Originally posted on "ladivinafamiglia":

Se non fossi nata cattolica, mi sarebbe piaciuto nascere valdese.

I Valdesi sono persone straordinarie, o meglio, lo è la loro storia, il loro avere dovuto combattere contro terribili pregiudizi ed ingiustizie, il loro modo di essere religiosi e nello stesso tempo uomini del mondo.

E’ di questi giorni l’apertura della Chiesa Cattolica a questa minoranza di credenti, e tutto attraverso la figura sempre più amata ed apprezzata del nostro Papa Francesco.

Amata dai semplici, dal popolo, dalle persone normali come dai diversi.

Forse meno apprezzata dalle lobby e dallo status quo dei poteri forti che non vorrebbero mai vedere messi in  discussione i loro secolari privilegi.

“Laudato si”  è il titolo scelto dal Pontefice per la sua ultima Enciclica e questo incipit  non ci ha sorpreso per nulla, perchè non è stato un caso che Bergoglio abbia voluto assegnarsi questo modesto  e scomodo  nome  (Francesco) una volta  arrivato al soglio pontificio.

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Changing the Mindset of Education

Originally posted on Howard Gardner:

An article in the Huffington Post‘s Education section has referenced Howard Gardner’s theory of multiple intelligences in a call for greater empowerment of students’ abilities.

Columnists Arina Bokas and Rod Rock draw on Carol Dweck’s research to delineate two mindsets about success in education: 1) a fixed mindset where people believe that their achievements are due to inherent intelligence; and 2) a growth mindset in which intelligence can be cultivated and enhanced due to hard work. According to the authors, too often, the fixed mindset, reinforced by a belief in biological origins of intellectual capacity, wins out in education. By assuming that intelligence is not malleable and cannot be expanded, the minds of children cannot grow.

By embracing the alternative growth mindset, which is supported by neuroscientific evidence, learning can be better fostered. Gardner’s MI theory holds that students have different strengths in many separate areas. The multiple intelligences can…

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Nuovo cinema Paradiso

soudaz:

Grazie

Originally posted on "ladivinafamiglia":

Nuovo cinema Paradiso, uno dei primi grandi successi di Giuseppe Tornatore, è del 1988, ma rivisto ai giorni nostri non perde assolutamente il  fascino di tutte le storie che potremmo definire senza tempo.

Il giovane regista si cimenta con i sentimenti visti con una chiave di lettura tipicamente da uomo del sud, un uomo attaccato alla sua terra, al suo sole, al suo mare e alla sue radici, ma nello stesso tempo proiettato nel mondo, nel futuro, nelle cose lontane e sconosciute, che sole ci permettono di diventare grandi.

Il protagonista è un bambino dalla faccetta simpatica e dall’intelligenza sopraffina, mescolata ad una spiccata furbizia innocente, di quelle non maligne e che servono solo a farci stare meglio senza fare del male a nessuno.

E’ un bambino di sette anni circa, che vive con la madre ed una sorellina più piccola; il padre è andato a fare la guerra di…

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Design e strumenti digitali per l’apprendimento: tra app, Scratch e Makey Makey

Originally posted on Laboratorio di Tecnologie Audiovisive:

di Andrea Patassini

Il convegno interdisciplinare “Tecnica, multimedialità e nuove forme di narrazione”, organizzato dai dipartimenti di Filosofia e di Comunicazione e ricerca sociale dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, che si è svolto a Roma il 28 e 29 maggio 2015, è stata una preziosa occasione per presentare una breve sintesi di alcuni casi di studio dedicati ai design digitali per l’apprendimento. Il convegno ha raccolto contributi e approfondimenti provenienti da differenti realtà accademiche. La natura interdisciplinare ha consentito di intrecciare pensieri e tematiche in modo da offrire una panoramica più ampia degli effetti del digitale nelle differenti realtà presentate.

Il mio contributo si è sviluppato attorno l’analisi di alcuni design di ambienti digitali dedicati all’apprendimento: l’intento è stato quello di comprendere il significato che gli utenti riconoscono alle pratiche espresse all’interno di alcuni specifici ambienti digitali e come quelle stesse pratiche possono reinterpretare i design…

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Post hit! Lego e università, L’architettura dell’informazione, Un’app taglia code per il pronto soccorso

Originally posted on Laboratorio di Tecnologie Audiovisive:

legobricks

Lego e università

L’Università di Cambridge e la Lego Foundation sono impegnate in un progetto comune, quello di introdurre negli studi universitari ricerca e approfondimento sul tema del gioco nello sviluppo e nell’apprendimento. Tale collaborazione vede la nascita di un inedito corso di laurea e la costruzione di un centro di ricerca utile ad ampliare il fronte degli studi sul gioco e l’educazione. Leggi il post!

L’architettura dell’informazione

Quali gli elementi individuabili in un’architettura dell’informazione? Ne parla Federico Badaloni agli studenti del master dedicato proprio a tale argomento. Il breve elenco è un modo utile per riflettere, tutti, su come stare nella rete e come viverla. Un esempio? Il valore della coscienza del tempo: “Quando comunicate digitalmente, ricordate che la rete tutto trattiene. In essa tutto è presente all’uomo”. Leggi il post!

Pronto soccorso: un’app taglia code

Di necessità virtù. È il caso di Massimiliano Gallo, sviluppatore software romano di…

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