Il frutto proibito di Mark Mc Candy

Mark Mc Candy

La strada è trafficata come al solito e io cammino sul marciapiede pieno di gente che parla con la persona che ha al fianco o al telefono. Ogni giorno passo da questo pezzo di strada. Ci devo passare per forza anche se è così caotico e colorato. Sembra una tavolozza di un pittore che ha mischiato tutti colori con il pennello. Il rosso dei semafori, il verde degli enormi cartelloni pubblicitari e il blu delle vetrine di una grande catena di elettronica. Ho una fichissima borsa a tracolla di cuoio con il mio inseparabile pc e sono in ritardo, tanto per cambiare.

Cammino distratto, guardo in faccia le persone ma non per capire se le conosco. Le guardo così per vedere quanto sono tutte diverse oppure tutte uguali.

Mi vibra il telefono.

“Pronto? Ehi Benjamin, dove sei? Già in ufficio? Scusa ma io sono in ritardo. Ho ancora 15 minuti…

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