Scuola in (video)gioco

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

di Roberto Maragliano

Dicono i testimoni e le gazzette che Alessandro Baricco, intervenendo alla festa genovese de “La Repubblica” lo scorso week end, abbia osato, nel parlare di scuola buona o no che sia o possa essere, introdurre il tema del videogioco: e questo non già per farne, come usava un tempo, il capro espiatorio della diffusa inappetenza conoscitiva dell’allievo standard, che allora tutti si sarebbero rallegrati, quanto per additarlo ad esempio di un “pensare complesso”. Apriti cielo. Sono giorni che non faccio che leggere scandolezzate prese di posizione nei confronti del torinese “scrittore, saggista, critico musicale, conduttore televisivo, pianista, sceneggiatore e regista italiano, fra i più noti esponenti della narrativa italiana contemporanea” (come da fonte autorevole). La più compiuta è questa che vi linko, dove al cattivo e consumistico e ovviamente neoliberista Baricco è contrapposto il nobile e consapevole e pedagogicamente attento Pennac, e dove a far tacere ogni possibile obiezione è chiamato…

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