LABADEC

i ragazzi raccontano dei loro maestri

o sono i maestri che fanno parlare i ragazzi  su di loro???

il dubbio mi è venuto, legittimo.

Quanto c’è di autentico e spontaneo, e quanto c’è di costruito e programmato?

Un pò di programmazione nella vita ci vuole, è normale, anzi, ben venga la capacità di organizzarsi, ma quando si parla di sentimenti, o di moti del pensiero, o di ricordi di infanzia e via discorrendo, si entra in un campo molto intimo e personale, dove il racconto deve vivere di assoluta verità, per non cadere nel sentimentalismo posticcio, nell’affettazione  degli affetti, nello stridere faticoso e affaticato delle parole sacre e a noi molto care.

Nulla possono temere dunque coloro che agiscono per pura autenticità  :-)  :-)  :-)

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