Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

di Roberto Maragliano

Da quando, in quella che ormai mi sembra un’alta vita, un compagno di scuola mi mostrò sottobanco, appunto, uno dei pezzi de “Il Caffè” che presto sarebbero stati raccolti nel Diario Minimo, posso dirmi  lettore di Umberto Eco. Da lui ho imparato tante cose, non ultima ciò che distingue l’essere lettore di un romanzo (“testo narrativo”, come dicono le grammatiche scolastiche) dall’essere lettore di un saggio (“testo argomentativo”, per non discostarsi dal linguaggio scolastico).
Non la faccio troppo lunga, anzi provo a dirlo in modo diretto e forse un po’ rozzo. Se, come lettore immediato, dunque non specialistico, decido di andare avanti con un romanzo è perché questo mi piace e mi prende, comunque mi coinvolge. Se invece vado avanti con la lettura di un saggio è perché quello mi convince o si propone di farlo e io accetto la proposta. Nella prima esperienza sono attratto da…

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