Tenerezza

Notecellulari

??????????Oggi ho visto un gesto di tenerezza che mi ha restituito la gioia che in tanti potremmo donare: una coppia di anziani dal dentista; lei lo aiutava a indossare il cappotto, con le mani sfiorava le spalle sistemandole; lui, reduce da un piccolo intervento, scriveva diligente il suo assegno: lei indaffarata intorno prendeva sciarpe, borse, cartelline. Nessuno dei due si parlava. Non ne avevano bisogno. Sono usciti seri seri insieme, completati reciprocamente. E lo so, il matrimonio non va di moda, ma quando è così perché non riconoscerne la saggia tenerezza e perché non a lungo, il più possibile?

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Alla ricerca di storie

SusyDiario

Questa è una richiesta d’aiuto rivolta a tutti gli insegnanti che usano SusyDiario. Ma anche a quelli che non la conoscono ancora e vogliono cogliere l’occasione.

Stiamo preparando la partecipazione ad un congresso (sul quale per scaramanzia non diamo informazioni fino a che non saremo certi!) nell’ambito de “le tecnologie come strumento di facilitazione e sviluppo“. Ovvio che SusyDiario ci va a nozze con questo tema! Ma vorremmo centrare l’attenzione in particolare sui Bisogni Educativi Speciali (BES), intesi nel senso più allargato possibile.

Come probabilmente saprete (e se non lo sapete ancora lo scoprite ora) abbiamo lavorato molto su questo versante: strumenti per il potenziamentoma anche per il recupero; strumenti che rientrano nel novero dei compensativi; un particolare sforzo sull’accessibilità fino ai più recenti strumenti per la creazione di profili personalizzati per gli allievi con difficoltà specifiche. Senza contare il fatto che la possibilità…

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#PARLIAMONE: Quali pedagogie per la scuola digitale? Hangout con Silvano Tagliagambe

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

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Ti sei perso l’hangout in diretta? Nessun problema

Qui sotto trovi il video dell’evento

Giovedì 6 febbraio alle ore 17 torna il secondo appuntamento con l’iniziativa #PARLIAMONE, un ciclo di hangout dedicati ai temi della scuola e organizzati dal nostro Laboratorio di Tecnologie Audiovisive. “Quali pedagogie per la scuola digitale?” è il titolo del nuovo hangout e questa volta avremo ospite Silvano Tagliagambe, filosofo e epistemologo, da tempo impegnato sui temi dell’apprendimento e dell’organizzazione delle conoscenze, in particolare se pensati nell’ottica delle tecnologie e dell’innovazione. A discutere con Silvano Tagliagambe sarà Roberto Maragliano.

Come funziona?

Gli incontri organizzati nell’ambito dell’iniziativa #PARLIAMONE sono trasmessi in diretta streaming tramite Hangout su Google+. L’incontro è pubblico, chiunque può assistere alla diretta. Sarà possibile assistere allo streaming dalle 17 di giovedì 6 febbraio fino al termine dell’incontro. Lo streaming avverrà sia sulla pagina Google+ di LTA dedicata all’evento, sia sul canale ufficiale YouTube…

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Cronaca di una caccia all’errore – #loptis

Blog di Andreas Formiconi

La cronaca seguente potrà essere utile per coloro che vogliono cimentarsi con l’impiego dei quiz Hot Potatoes, ma il messaggio importante è un altro: l’impiego di strumenti aperti e standard consente di risolvere i problemi con i soli limiti della propria perseveranza, intelligenza e attitudine a collaborare: siamo liberi. Quando invece si usano strumenti basati su codici proprietari, ci troviamo in una condizione di impotenza, nella quale siamo dipendenti dalle condizioni imposte da terzi, di solito governate da ragioni di natura economica: non siamo liberi. Questa è la situazione che si verifica con l’ubriacatura planetaria delle applet, che di per se non avrebbero nulla di male, se non che queste vengono quasi universalmente distribuite con un modello di business strettamente proprietario. Con questo tipo di prodotti gli esercizi di intelligenza che stiamo esplorando sono negati.


Nel post precedente abbiamo affrontato il problema dell’inserimento di un quiz fatto con

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A chi l’auto e a chi l’espatrio? Quant’era bella la mia Fiat.

Notecellulari

Peppe in 500 Croce di Casale_bUn autorevole giornalista del Corriere della Sera (che non mi ricordo come si chiama) ha spiegato stamattina alla soave annuente Isoardi (che non capisco perchè faccia continuamente palpitare le sue lunghe ciglia nere sì che par che pianga ma di piacere ecc ecc) ha spiegato, dicevo, che prima di Marchionne la Fiat stava per fallire, ora invece si espande più bella e splendente che pria. Altrove, chissà dove, chissà dove.
Peccato che io sia la solita diffidente rompina e che mi sia sentito salire il dubbio, assai poco soave, che le auto date in leasing amichevole agli editorialisti e giornalisti dei giornaloni aiutino a pensare positivo.
Peccato: mi sono guastata l’ameno quadretto. Non bianco, ma quasi fatto virente, anzi irridente.

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A scuola, anche di antifascismo

Notecellulari

 “Non so’ più fascista!” ha esclamato uno studente, età 16-17. Eravamo a scuola e un mio bravo collega stava facendo vedere alla classe “Roma città aperta”; era appena finita la sequenza straordinaria e sconvolgente in cui Pina (Anna Magnani) viene falciata da una raffica di mitra dei tedeschi mentre, dopo un’odiosa retata degli stessi, corre inseguendo il camion che porta via il suo Francesco, antifascista.
Ecco perché, e non dobbiamo smettere di dirlo, la scuola è fondamentale, l’educazione è tutto. A volte non servono nemmeno troppe parole.

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Creare eBook in classe, intervista a Emanuela Zibordi

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

di Andrea Patassini

zibordi_coverTerminata la lettura dell’eBook Testi scolastici 2.0 la prima cosa che ho pensato riguardava le opportunità che le tecnologie digitali oggi offrono per cambiare anche nel proprio piccolo la didattica che si applica ogni giorno a scuola. Poi, riflettendo più a fondo sulle tematiche trattate nel libro, ho compreso che quelle opportunità sono davvero realizzabili e alla portata di tutti, basta un pizzico di curiosità e la voglia di mettersi in gioco. L’autrice, Emanuela Zibordi, insegnante di Scienze Motorie presso l’IIS “G.Luosi” di Mirandola in provincia di Modena (qui il suo sito web), descrive con grande semplicità e chiarezza la progettazione e realizzazione di libri digitali scolastici assieme agli studenti. Il libro può essere pensato come la raccolta di consigli che un’insegnante fornisce ad un altro suo collega per provare ad innovare le strategie didattiche finora adottate. Nell’eBook Emanuela Zibordi condivide la sua personale esperienza in…

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What’s next for MOOCs?

TED Blog

Questions Worth Asking” is a new editorial series from TED in which we’ll pose thorny questions to those with a thoughtful, relevant (or irrelevant but still interesting) take. This week: “What’s next for MOOCs?”, those online courses that have thrown a techno-bomb at traditional higher education. Here, a primer to catch you up if you’ve somehow managed to miss catching MOOC madness:

“MOOC,” or Massive Online Open Course, refers to a large online class open to an unlimited number of people. Dave Cormier from the University of Prince Edward Island in Charlottetown, Canada and Bryan Alexander from the National Institute for Technology in Liberal Education in Georgetown, Texas, are credited with coining the phrase in 2008. The first known MOOC was “Connectivism and Connective Knowledge,” taught by Stephen Downes and George Siemens in partnership with the University of Manitoba in Canada.

Still, the first major player in the MOOC world came from slightly outside of traditional higher ed…

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We need to change everything on campus: Anant Agarwal of edX on MOOCs, MIT and new models of higher education

TED Blog

Whenever something is declared the subject of “the year of,” you know said subject is ripe for a big fat backlash. So, when The New York Times declared 2012 “the year of the MOOC,” it thus came to pass that massive open online courses should next become the subject of massive, open, often online criticism, as critics gathered to air both their disappointment that said courses had not in fact proven the savior of a broken education system — and almost transparent delight and glee at same.

That’s not to say that the MOOC bubble couldn’t stand to lose some of its air. Maybe it’s no bad thing that some of that shiny techno-utopian language got buffed from the courses’ gilded surfaces. The reality is that those responsible for MOOCs are still figuring out how to make them work, and they’re experimenting and adjusting as they go.

[ted_talkteaser id=1913]Case in…

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È – #loptis

Blog di Andreas Formiconi

Post iniziato ma poi perso ascoltando storie di Olocausto alla radio. Rinnovato orrore e sgomento – impossibile continuare. Lo lascio così, ridotto ai minimi termini – quel che può servire.


Antonella ha scritto

Mi piacerebbe ora capire come si fanno le “e” con l’accento maiuscole: non sopporto vedere l’apostrofo in sostituzione dell’accento

È dura, ma dobbiamo fare tutto il possibile affinché i nuovi media siano occasione di crescita anziché di regresso. E siamo convinti che la Qualità inizi dai dettagli.

Quindi grazie per la domanda, Antonella. Grazie anche per avere dato un’altra botta all’articolo da tradurre e discutere, come ricordato nel medesimo commento.

Avevo citato qualche tempo fa la questione delle vocali maiuscole accentate, ma non ho più voluto imporre la cosa, preferendo affrontarla quando qualcuno l’avesse richiesto esplicitamente. Naturalmente il caso di gran lunga più rilevante in italiano è quello della lettera È, che può…

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2nd Junior High School of Kalymnos, Dodecanese, Greece – Relationship with mediterranean food and fast, benefits

Diving in the Oceans of Knowledge!

by Helen L., B2

διατροφική πυραμίδανηστεία και διατροφή

 

 

 

 

 

 

The Mediterranean diet help address many modern diseases such as cardiovascular diseases , diabetes mellitus , hypertension , digestive diseases and some types of cancer . This was found by a study conducted in seven countries in the late 60s . The result of this research was the Mediterranean pyramid , like a healthy diet . On the basis of the Mediterranean pyramid placed fruits, vegetables legumes pasta and olive oil . While so far we climb the pyramid we find dairy, fish and on top of that are saturated fats and processed foods .
The diet of the monks seem to have several similarities with the Mediterranean diet . The main feature of the monastic diet is fasting . From the lonely diet lacking throughout the year red meat and poultry. Consume daily fruits vegetables legumes and pasta …

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Programma free per guida nella stesura di progetti di testo

Alessandra Chiaretta in Canalescuola

Il Cantiere dei Testi è uno strumento didattico accattivante per i bambini che si propone come itinerario per guidarli nella stesura di progetti di testo.

il cantiere dei testi

Proposte di VBscuola con un programma della collana ‘I Giochi di Elspet e Jos’, curata dalla collega Giusi Landi.

Utile anche per l’utilizzo alla LIM!

Per scaricare il software cliccate qui

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Territorio è Legalità: intervista a Marcello Pasquali_Chiara Bianchi IIIA

Arringo

Una nuova video intervista, ad opera di Chiara Bianchi. Ad essere intervistato è Marcello Pasquali, che ci parla soprattutto della vita quotidiana di un tempo e delle sue difficoltà:


Marcello ci racconta dei grandi sacrifici fatti dalle mamme in tempo di guerra, soprattutto per sfamare i figli. Alimento base era la “pizza“, ricavata dall’impasto di farina di granturco, acqua e sale, cotta al fuoco. Alimento molto semplice, tuttavia abbastanza nutriente. Ovviamente, prima occorreva recarsi alla fontana a prendere l’acqua necessaria. Le fontane disponibili erano Le Tre Cannelle (oggi chiamate “Tre Fontane”), ‘A Sorgente, dove si usava far abbeverare i muli, e la Fonte Canale. Per raccogliere l’acqua si usava ‘a cupella, un recipiente di legno, che poteva contenere 5/6 litri. Una volta raccolta l’acqua e impastata la farina, si cuoceva su una pietra tufacea (a tivera), messa a surriscaldare…

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Tra La vispa Teresa e Pollicina

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

di Roberto Maragliano

Se n’è parlato mai tanto e con accenti tanto unanimemente scandalizzati che c’è da sospettare che il caso sia stato costruito ad arte. Dei quattro concorrenti dell’Eredità (badate bene, non imberbi quindicenni, ma ben più grandicelli) tre non sanno collocare nel tempo Hitler e solo l’ultimo ci riesce, ma per mancanza di alternative.
Indubbiamente, questo la dice lunga a proposito dei vuoti della nostra memoria collettiva.
Ma ancora più preoccupante, a mio avviso, è il tipo di discorso che ci hanno imbastito sopra, dopo che un Umberto Eco immemore dei suoi trascorsi è intervenuto a piedi uniti sulla faccenda con una letterina al nipotino per il 2014, pubblicata dall’Espresso, dove, guarda un po’, la scuola è additata come responsabile del misfatto per via del’abbandono da parte sua della propensione a far studiare a memoria. Certo, vi si aggiunge, anche mandare a mente le formazioni delle squadre calcistiche…

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5 alternative al vecchio sussidiario

La scuola in soffitta

Se mi dite che i vostri figli si divertono a fare i compiti sul sussidiario, non penso che vi crederò tanto facilmente. A casa mia viene dimenticato a scuola almeno una volta mese, tanto è poco amato. I sussidiari dei nostri bambini sono libri sempre più colorati, molto diversi da quelli di una volta, con tante illustrazioni e fotografie, ma prendere sempre in mano quelle stesse pagine per studiare e ripassare dopo un po’ ha l’effetto “lo so già, posso non studiare”. Se ci inventassimo una alternativa? Se fosse l’occasione per stimolare la voglia di studiare, imparare meglio ed essere più protagonisti del proprio apprendere? In collaborazione con Mammenellarete – Nostrofiglio.it ho selezionato 5 alternative al sussidiario prendendo spunto dal libro “Mamma, la scuola“. Potete leggere il mio intervento qui.

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scuola su, scuola giù

LABADEC

 

La scuola peggiore si limita ad individuare capacità e meriti fin troppo evidenti; la scuola migliore scopre capacità e meriti lì dove sembrava che non ce ne fossero.

La scuola peggiore è quella che esclama: “meno male, ne abbiamo bocciati 7, finalmente abbiamo una bella classetta”; la scuola migliore è quella che dice: “che bella classe! non ne abbiamo perso nemmeno uno”.
La scuola peggiore è quella che dice: “qui si parla solo se interrogati”; la scuola migliore è quella che dice: “qui si impara a fare domande”.
La scuola peggiore è quella che dice: c’è chi è nato per zappare e chi è nato per studiare”; la scuola migliore è quella che dimostra che questa è un’idea veramente stupida.
La scuola peggiore è quella che prefersice il facile al difficile; la scuola migliore è quella che alla noia del facile oppone la passione del difficile.
La scuola peggiore è quella che dice: “ho…

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due parole

"ladivinafamiglia"

Un uomo voleva entrare in un ordine religioso molto rigido.
Gli venne spiegato che la regola dell’ordine consisteva nel parlare all’abate soltanto una volta ogni cinque anni, e anche in quell’occasione di dire solo due parole.
Dopo cinque anni, l’abate chiamò l’uomo e gli chiese: «Dimmi le tue due parole».
L’uomo disse: «Cibo terribile».
Cinque anni più tardi, l’abate di nuovo lo chiamò e gli chiese le sue due parole.
L’altro rispose: «Letto duro».
Dopo altri cinque anni, l’abate di nuovo chiese all’uomo le sue due parole e questi replicò: «Stanza fredda».
Cinque anni dopo, nuovamente si ripeteva il rito delle due parole e questa volta il nostro amico disse: «Per dirvi la verità, sono proprio stanco di questo posto e ho deciso di andarmene».
L’abate allora rispose: «Non sono per nulla sorpreso, una bella liberazione per te! Non hai fatto altro che lamentarti da quando sei arrivato».

 

Anthony…

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Grammatica…divergente 1

FARINASULLESCARPE

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I bambini riescono sempre a sorprendermi.

Un po’ banale come osservazione, si potrebbe dire.  Già ! Oggi però ho avuto l’ ulteriore conferma che le idee migliori per spiegare ” cose” ai bambini vengono quasi sempre dai bambini stessi.

Spiego diligentemente i nomi comuni: ” Allora bambini , i nomi comuni indicano oggetti, animali o persone……e bla,bla,bla……bla, bla, bla……”. Noto lo sguardo trasognato di uno di loro e lo richiamo . Mi accorgo però di non essere riuscita ( per fortuna?) ad interrompere il flusso dei suoi pensieri.  Curiosa , chiedo : ” Cosa c’è ?”  e lui : ” Sai mae, pensavo ad un signore con tre cappelli ….il signor Nome!” . Mi fermo e rifletto. Non penso che formalmente sia corretto ciò che è venuto fuori ma…tant’è !  Potevo continuare a ” spiegare diligentemente” e dare poi le schedine che così DILIGENTEMENTE  avevo predisposto ; ho preferito seguire…

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Post hit! La sola tecnologia non fa scuola, è la fine del libro?, storia della scrittura in tre minuti

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

digital-classroom1

Le sole tecnologie non bastano

Vi segnaliamo un’interessante riflessione di Dianora Bardi pubblicata qualche giorno fa sulle pagine web de Il Sole 24 Ore. Il tema è la tecnologia a contatto con la scuola e l’errore, spesso compiuto, di focalizzare l’attenzione esclusivamente sulle tecnologie in quanto tali e non sul loro fine. Predisporre classi tecnologicamente attrezzate non coinvolgendo pienamente gli insegnanti non consente di ottenere risultati ottimali nella didattica. Come scrive la Bardi: “[…] si continua a parlare di tecnologie ed ebook solo in maniera formale, senza tenere conto dei processi, oppure si scambia per innovazione didattica l’avere una classe con banchi trapezoidali posti a isola dove svolgere lavori di gruppo, Lim per ogni isola, arredi affascinanti in spazi rinnovati”. Leggi il post!

È la fine del libro?

Da diversi giorni in rete si sta sviluppando un intenso confronto attorno la fine del libro come oggi lo conosciamo. Ad aprire…

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Imparare ai tempi del digitale: idee attorno il saggio di Salman Khan

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

di Andrea Patassini

la scuola in rete_khanMi ricordo le lezioni di matematica ai tempi delle scuole medie. Per il sottoscritto erano uno dei momenti più difficili della giornata. Quell’ora o quelle due ore di matematica rappresentavano un percorso tortuoso fatto di interrogazioni alla lavagna (temutissime) e spiegazioni (noiosissime). Poi c’erano da fare i compiti a casa perché le ore di didattica a scuola non bastavano per comprendere al meglio ciò che si studiava. Di fatto a scuola c’era chi coglieva in un attimo ciò che l’insegnante spiegava e chi, come me, doveva passarci più tempo sulle operazioni perché certe regole non mi risultavano del tutto chiare. I compiti a casa erano quindi il momento in cui, in teoria, chi restava indietro poteva in qualche modo recuperare. Così con mio padre, che aveva una pazienza d’acciaio, provavo a capire aiutandomi con il libro, gli appunti e ovviamente il suo supporto diretto. Quando non capivo…

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Territorio è Legalità: recupero della memoria storica_Giulia Rossi_IIIA

Arringo

Progetto Territorio é Legalità
Video intervista di Giacomo Colaneri: Marisa e Giovanni

Ecco a voi un’altra video intervista, questa volta ad opera di Giulia Rossi, che ha intervistato per noi Renzo Cianfriglia:

Renzo ci parla della guerra, in particolare della spola che gli “apparecchi” tedeschi facevano quotidianamente tra Roma-Cassino (Renzo dice 1945, ma non sappiamo se la spola continuasse anche dopo lo sbarco di Anzio, avvenuto nel gennaio del ’44). Renzo quindi ci racconta di uno scontro tra due aerei tedeschi con uno americano, proprio nei cieli di San Vito. Uno degli aerei tedeschi sarebbe caduto nei pressi della sorgente del Sacco (Iuceru ), mentre il pilota si sarebbe lanciato col paracadute; l’altro, passando da San Martino e dirigendosi verso la Crocetta, si sarebbe schiantato poi a terra dalle parti di Ponte Terenzio (sotto Cerreto). Molto interessante la testimonianza circa l’uso della zona Le Prata

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Teicoscopia sulle tecnologie nella didattica

dei libri passati presenti e futuri

ImmagineSi continua a parlare, con una certa frequenza ed encomiabile continuità, di quello che sembra l’argomento del momento, cioè l’uso delle tecnologie nella didattica. Sinceramente, a volte mi sembra piuttosto una teicoscopia (o teichoscopia), cioè quell’ “osservazione dalle mura” in cui nell’Iliade Elena passa in rassegna (dalle mura, appunto) gli eroi che si affronteranno nella grande battaglia sotto Troia. Allo stesso modo, infatti, analisti ed esperti continuano a misurare e identificare le forze in campo senza però entrare nel merito della tenzone, ovvero senza fornire una soluzione concreta a quello che, effettivamente, è ancora molto nebuloso, cangiante, indefinito e indefinibile.

Se ne è parlato anche nella mattinata di sabato di See-book, il forum del libro digitale che si è svolto a Sassari nelle giornate del 17 e 18 gennaio (qui è possibile rivedere lo streaming del sabato mattina, ma ci sono tutti i video disponibili): si sono  ribaditi…

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TEDActive, in Instagrams

TED Blog

Take the TED Conference and add a generous helping of play, a sprinkling of colorful creativity, a lot of red beanbags, an endless supply of coffee, and a plethora of riveting conversations around fire pits with a tribe of smart, quirky people from all over the world and — voila! — you have the recipe for TEDActive.

TEDActive is a live simulcast of the TED conference, but it’s so much more than that. It is a full-on immersive experience where the people you meet, the connections you make and the conversations you have pack as much inspirational punch as the ideas you hear from the TED stage. This year, 600+ passionate doers, thinkers, dreamers and makers will converge on the slopes of beautiful Whistler B.C., Canada, to celebrate the 30th anniversary of TED and usher in “The Next Chapter.” Register to be one of them »

Here, an…

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Verona (Legnago): INSEGNARE PER COMPETENZE (seminario gratuito)

Federico Batini

Il 29 gennaio 2014, dalle  ore 15,00, presso l’Istituto professionale “G. Medici” Via N.Bixio n. 49 Legnago (VR) terrò il seminario INSEGNARE PER COMPETENZE.

Il seminario prende il titolo dall’omonimo volume, edito dalla Loescher e rivolto agli insegnanti. Il volume si può richiedere gratuitamente all’agente Loescher di zona in cartaceo o scaricarlo (gratuitamente) on line, cliccando qui.

Nei mesi di febbraio e marzo altri seminari sono previsti a Verona, Trento, Chieti (5 febbraio), Firenze (19 marzo), Ascoli (6 febbraio), Massa, Gubbio…e molti altri ancora. Nel blog sarà data notizia di tutte le date previste.

Scarica la locandina del 29 gennaio e diffondi l’evento: locandina_29gennaio2014

 

http://www.loescher.it/competenze

http://www.pratika.net

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