31 luglio

sabinaminuto

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

Italo Calvino tramite il prof. Formiconi

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Città a confronto: Roanne

Patuasia News

A Roanne si cerca di educare la gente a non sputare la cicca per terra. La macchia che la gomma lascia sulla pietra è difficilissima da togliere e occorrono macchine speciali che hanno un costo. Un po’ di buona educazione aiuterebbe la città a essere migliore e a risparmiare. La campagna di informazione usa dei cartelloni contenuti e piacevoli nella forma, ma ben visibili, sui quali spiaccicare le chewing-gum.

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Scoprendo e riscoprendo… [4] (fabbricare mondi)

Blog di Andreas Formiconi

Sì, è interessante la presentazione trovata e proposta da Luisella nel suo post Evoluzione dei media ai tempi di Twitter.

In quella presentazione l’autore conclude (condivido abbastanza, non proprio tutto) che:

  • La crisi dei media tradizionali non deriva dagli andamenti del mercato, ma da ragioni più profonde, innescate dalle nuove tecnologie
  • Perdono audience i media a “forma lunga” (il libro, il cinema…), e prevalgono i media a “forma breve”
  • … immediatamente accessibili in mobilità, aggiornati in tempo reale, e contestualizzati
  • L’overload informativo rende impossibile un approccio strutturato alla nostra [in]formazione -> serendipità, multitasking
  • Abbiamo ottenuto una totale libertà di esprimerci e di raccontarci pubblicamente, in cambio di una perdita complessiva di controllo sull’attendibilità dell’infosfera
  • Gli storici del futuro non avranno vita facile…

e propone due pensieri:

  1. Eppure i libri sono ancora lì, a migliaia, e continuano a declinare una civiltà di piaceri pazienti, che in modo piuttosto silenzioso collabora…

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Imboscato….a chi?

FARINASULLESCARPE

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In giro per negozi con amici , mi capita di entrare in un negozio di quelli un po’ costosi, pieno di cose belle e stra-firmate. Chiaramente i prezzi confermano il target : una semplicissima canotta bianca costa duecento euro . Il titolare del negozio, spiritoso e “filone” al punto giusto, illustra il valore della sua merce non tralasciando neppure che il più noto architetto italiano fa incetta delle sue camicie e  delle sue maglie stratosferiche… Un bel “chissene” a questo punto ci stava; lui nota la mia espressione perplessa e fa la fatidica domanda:” …e lei? Che lavoro fa?”. Quando rispondo che faccio l’insegnante , sorride, benevolo e compassionevole,  e ribadisce: ” Ah, capisco…. fa parte della categoria “imboscati”..”. Gelo. In silenzio (accidenti a me, perché quando mi arrabbio mi mancano le parole???) esco dal negozio seguita dai miei amici.

Definizione di” imboscato” (da Sabatini- Coletti):

  • agg.
  • 1 Nascosto, rintanato nel…

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Prefessionalità cercasi

"ladivinafamiglia"

Sono arrivata ad una conclusione:la crisi economica ci sta portando ad un tracollo non solo delle professioni  in genere, ma soprattutto delle professionalità.

Mentre in tempi tranquilli e salutari era più facile  incontrare l’interesse di chi opera e di chi si deve costruire un futuro, in tempi catastrofici come quelli che ci circondano  tutto sembra più facilmente ammantarsi  di qualunquismo.

Esistevano  tre generi di lavoratori: chi lavorava con passione, chi lavorava per tirare sera, chi fingeva di lavorare.

Oggi esistono questi nuovi profili: chi lavora per sopravvivere, chi il lavoro l’ha perso e lo cerca, chi il lavoro non  lo cerca nemmeno.

E’ chiaro che la priorità del lavoro in quanto tale sembra mettere in secondo piano qualunque altra necessità, che invece incombe ed urge.

Mi riferisco al lavorare con spirito professionale, soprattutto in quelle mansioni che ricoprono una responsabilità alta ed inderogabile, quali il medico, l’insegnante e  il libero…

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What’s “The Learning Paradigm College” ?

Classroom Aid

Chris Thomas wrote about his thought of reading John Tagg’s “The Learning Paradigm College”, and shared with us how he re-designed the new course for the Software Engineering.

Opposed to the Instruction Paradigm College with its “One teacher, one room, x students all focussed on the teacher (or should be)”, the Learning Paradigm College expects you to drop all the unjustificable relicts from the history of education: The blackboard and the teacher table do not have to be in front of the classroom and the chairs should not be arranged in lines. You may ask if it is still school then? No and yes. No, it will not be like school we know it today. But yes, it will (finally) be a school in the meaning of a “place where students learn something for life”.

Two highlights for us to remember :

Rich feedback leads to learning, while frequent evaluation often deters…

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Valutazione, argomento “caldo”!

amentia verna

Bollente davvero, come osserva Cristina (Zaccagnini) in questo suo post. Bella la presentazione di Mario Orsi, Cristina. Anche se non è sempre facile o possibile trovare delle attività didattiche che siano il FINE dell’attività stessa e non il mezzo per raggiungere una competenza. Roba cosiddetta “autentica” che ha il sapore del mondo vero, insomma. Arriva pur sempre il momento in cui devi far fare cinque esercizi dello stesso tipo e pazienza se i ragazzi si annoiano! L’apprendimento a volte passa anche attraverso lo sforzo e la noia.

Pare che in qualche maniera quest’estate ci facciamo tutti l’esame di coscienza. E quando non ce lo facciamo, arriva la serendipity – parola che non mi sta simpatica ma che in questo caso è appropriata, perché indica gli accadimenti casuali e fortunati (c’è pure un film sul tema, in questi giorni al cinema).

Insomma vado a farmi una passeggiatina in Bloglines, e…

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Primo Premio del Blog…

Patuasia News

Riceviamo dal signor Mario Badino e volentieri pubblichiamo.

Ho deciso, senza prendermi troppo sul serio, di esprimere – come blog (mariobadino.noblogs.org) – un ringraziamento alla “collega” Patuasia e ai suoi autori per le ragioni elencate di seguito. Questo ringraziamento si traduce nell’assegnazione del «Primo Premio del Blog – il mio – per la Cittadinanza attiva in Valle d’Aosta». http://mariobadino.noblogs.org/post/2013/07/29/primo-premio-cittadinanza-attiva-valle-d-aosta/

Per i molti sforzi effettuati al fine di portare a conoscenza dell’opinione pubblica valdostana indagini e sentenze della magistratura circa l’infiltrazione della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta.

Per l’invito espresso alla cittadinanza a non mischiarsi con i fatti – al di là delle parole – a chi è stato condannato per favoreggiamento della ‘ndrangheta, evitando di partecipare alla festa dei santi Giorgio e Giacomo, organizzata, tra gli altri, proprio dall’imprenditore Giuseppe Tropiano.

Per il tentativo di convincere la Sovrintendenza ai beni culturali a ripristinare l’area…

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Scuola 2.0: semplice tutorial Hot Potatoes

Scienze Matematiche

Il prossimo anno scolastico la mia sarà una  Scuola 2.0 (Piano Nazionale Scuola Digitale ). Ho pensato allora di proporre un semplice tutorial del software open source Hot Potatoes. Sono descritte solamente le funzioni base, ma chi lo volesse, dopo una semplice iscrizione, può saricarlo da Slideshare. Le informazioni tecniche del programma sono invece al seguente link.

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Esperti di letteratura o tecnici della lingua?

amentia verna

Come succede a Sabina, ogni momento è buono per riflettere sull’impostazione da dare alla futura “Classe 2.0”. Ho contribuito a stendere il progetto e so già che sarò coordinatrice del Consiglio di Classe: sento forte la responsabilità.

Nel corso delle mie riflessioni mi è venuta in mente questa famosissima opera di Gauguin:

Rifletto sulla mia storia professionale e mi echeggiano in testa le parole offese dei “maturandi” di quest’anno, sentite ai vari Tiggì serali: “Claudio Magris nel tema di italiano: ma chi è costui? Non l’avevamo neanche mai sentito nominare!”

Insomma, nulla di “pre-digerito” da “risputare” sul foglio. Una battaglia persa per i i poveri studenti che nemmeno di competenze hanno mai sentito parlare…
Ecco da dove veniamo.

Chi siamo? Visivamente, basta guardare nel quadro di Gauguin: siamo quasi tutte donne – e a differenza del quadro neanche proprio fresche. Peccato. Per l’essere quasi tutte donne, dico. Si sente la…

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Eugenio Montale: “Non chiederci la parola”

RIFLESSIONI QUASI ANALITICHE

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Music: Rachmaninoff, Piano Concerto no. 3, I

Voice: Vittorio Gassman

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Afa, Caronte e i 10 errori della scuola

sabinaminuto

Ho trovato oggi, appena tornata dal mare della Calabria e in quasi partenza per gli USA, questo interessante punto di vista sul Blog di Gianni Marconato che apprezzo.

Mo’, ve lo ripropongo: non si sa mai che in questi giorni di afa, pre o post vacanze, qualcuno abbia voglia di leggere.

A me piace tanto l’ultimo; proprio tanto.

1. La scuola agisce come se l’apprendere possa essere dissociato dal fare
2. la scuola crede che la valutazione sia parte del loro ruolo naturale
3. la scuola crede di essere obbligata a creare curricula standardizzati
4. gli insegnanti credono di dover dire agli studenti cosa loro pensano sia importante sapere
5. la scuola crede che l’istruzione possa essere indipendente dalla motivazione per un uso attuale
6. la scuola crede che studiare sia una parte importante dell’apprendere
7. La scuola crede che attribuire voti sulla base del gruppo di età sia una…

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Why “Quality Matters?” in MOOCs

@kkeairns eLearning Blog

Ron Legon, the executive director of Quality Matters, wonders why so little attention has been paid to the quality of MOOCs. He states that quality in online learning can be defined is the following ways:

  • quality of design
  • quality of instructional delivery
  • quality of outcomes

In this IHE blog, MOOCs and the Quality Question, Legon explains the difference between MOOC 1.0 and MOOC 2.0. He believes that MOOCs miss the mark in general and take no responsibility for learning results and unlike traditional online courses, students have little if any contact with their instructors in MOOCs.  I think he makes some excellent points and agree that the quality question should be an important  part of the conversation.

 

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Un mio “nuovo blog”

I miei anni da precario più qualche compito assegnato agli allievi.

Durante questi 10 anni ho tenuto un blog su qualche vicissitudine tipica dei precari.
Il 31 luglio sceglierò la sede per l’anno di prova e finirò questo entusiasmante e difficile periodo di 10 anni della mia vita: il precariato.

Fatemi sapere se avete problemi di lettura del blog.
Ciao

Costantino

Scoprendo e riscoprendo… [3] (valutazione)

Merci Andreas

Blog di Andreas Formiconi

In questi giorni sono impegnato in varie commissioni di tesi. Vivo questa mansione come un momento doloroso perché si è costretti a dare i numeri: misure prese con metri di gomma. Invidio i colleghi che con mano ferma manovrano raffinate macchine docimologiche, mentre io provo disagio e vorrei essere altrove. Mi sovvengono voci dalla rete. Torno, ma prima di rimettermi a seguire tracce di #lits13 voglio ritrovare ciò che ho ricordato. Frugo nel pentolone magico, ecco: uno scambio di idee fra Sabina e Lucia, in Casca l’asino e Cercare significato nella valutazione. Me lo rileggo tutto avidamente e mi rincuoro. Ci sono persone che dubitano, che si interrogano. Non importa se sono poche. Bastano per tirarsi su.

A me piace praticare un flipping della valutazione: dare voti agli studenti per sapere come sono andato io – questo lo trovo molto utile – mentre allo studente vorrei poter dire, semplicemente:…

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Due città a confronto

Patuasia News

Trento e Aosta sono due capoluoghi di alttettante regioni a Statuto speciale, oggi Trento festeggia il Muse, il Museo delle Scienze; 24 ore di eventi di grandi rilievo per presentare al mondo la nuova architettura di Renzo Piano. Esperimenti, giochi scientifici, laboratori creativi, ecc… dedicati alle famiglie saranno invece i protagonisti di domani. Trento investe in Cultura. Aosta investe in partite di calcetto in piazza Chanoux. Il bar Narbonne nella piazza accanto, riscopre il karaoke. Trovate le differenze!

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