Storia di M.

sabinaminuto

Oggi é stata una giornata triste. Ho misurato il fallimento della nostra scuola, del nostro, mio lavoro.
Davanti ai genitori avviliti e arrabbiati di M. non ho saputo che dire. Parlavano con me e il collega ma non eravamo noi l’oggetto in causa. Ero lì a rappresentare l’istituto, anzi l’istituzione, la scuola proprio come ente, come organizzazione, come gruppo di persone, di professionisti che educano, formano, includono, in-segnano in senso letterale, lasciano un segno. E che segno.
Quel segno che ti marchia e ti fa odiare la scuola, i prof, lo studio
M. é stato di nuovo bocciato. É uno di quegli allievi che vedi nei film: inconcludente, fannullone, ma intelligente. Simpatico, fanfarone ma non di “buona famiglia”. “Non studia” o studia poco.
È una colpa? Non siamo noi a dover far amare lo studio? Non siamo noi detentori della cultura a doverci preoccupare di elargirne un po’ anche a…

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Pubblicato da soudaz

Mi piace fare bene ciò che faccio: tra il farlo bene e il farlo male si spende la stessa energia, per cui.... anche se l'errore mio fa parte integrante del mio apprendimento e miglioramento continuo!

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