You Raise Me Up, #OER

Classroom Aid

In March of this year, Software & Information Industry Association (SIIA) published a document “Guide to the Use of Open Educational Resources in K-12 and Postsecondary Education”. Although the content looks reasonable at the first time of reading, but actually there is a traditional perspective throughout the report. Comparing Open Educational Resource(OER) with traditional textbook model is actually kind of like comparing apples with oranges. Why so? A different perspective about learning content is needed as decision makers are looking into what institutions and learners really need in digital age. UNESCO already pointed this out early….

OER = Economic Value + Educational Transformation

Only licensed digitized content can be shared via the internet so that it has the potential to unleash the full power of resource-based learning without bankrupting educational systems.

Its implications are first and foremost economic.

Primary economic proposition #1: Educational institutions and educators will need to create different services (given the rapidly…

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Ambiente di fallimento, almeno per oggi

sabinaminuto

Brutta giornata . Ho perso la pazienza due volte.

Siamo arrivati alla fine del lavoro in Cooperative learning che siè rivelato faticoso e non ha ottenuto il risultato atteso. I prodotti non sono male (ipertesti di gruppo di auto   presentazione) ma il “lavoro cooperativo ” non ha funzionato del tutto. Gli studenti forse sono ancora poco abituati al lavoro di tal fatta e anche piccoli (?).

Riflessioni

ho sbagliato a non motivare sufficientemente la collaborazione

gli alunni hanno sottovalutato il progetto, sarà perchè non lo avevano mai fatto

trovare la quadra fra 4 teste diverse è veramente difficile, anche a 11 anni

mi è dispiaciuto non essere riuscita a far cogliere l’idea “si parte in 4 e si deve arrivare in 4”

domani voglio comunque sottoloneare l’aspetto positivo del laboratorio

creare un ambiente di apprendimento collaborativo non è poi così facile, nemmeno fra adulti del resto, dove per ambiente di…

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Avanti c’è posto

LABADEC

ribloggato da sabina minuto

Oggi rifletto sul senso del lavoro svolto in questo laboratorio, almeno dal mio punto di vista, e sulle idee che ne ho tratto.

Dividerò le riflessioni in due parti:

1Ciò che ho imparato

2 Idee che voglio sviluppare

Uno

Ho aperto un blog, enorme conquista per me;

ho imparato ad usarlo e a gestirlo (ed ogni giorno ne so una nuova);

ho imparato cosa è il linguaggio HTML e cosa sono i file OPML;

ho imparato cosa sono gli aggregatori di feed e ora li uso;

ho imparato ad usare metodi di scrittura collaborativa online (Piratepad esempio)

ho sperimentato molte idee nella didattica di tutti i giorni con i miei poveri studenti;

ho conosciuto colleghi, realtà, progetti, idee;

ho confrontato le mie opinioni con quelle degli altri;

ho letto interesanti articoli e contributi dai blog di tanti colleghi

ho annotato molte cose da fare e…

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mondo edmodo

LABADEC

Giusto due parole per spiegare meglio cos’è Edmodo, con i limiti dettati dalla  mia inesperienza.

Si tratta di una piattaforma digitale pensata per operare con gruppi di studenti in ambiente protetto. Visivamente si presenta con uno spazio centrale  dove appaiono i messaggi, racchiuso fra due riquadri di servizio, a destra e a sinistra.

Immagine_Edmodo

Operativamente, l’insegnante crea un “gruppo” (nell’immagine ha il nome della classe) ed invita i suoi studenti. All’interno del gruppo, la comunicazione può essere molti-a-molti (il docente a tutti, uno studente a tutti) oppure discreta, fra insegnante e studente. Non, però fra studente e studente. Il cyberbullismo non ha spazio, in questo tipo di dinamica.

Oltre a dialogare con il docente, gli studenti possono inviare allegati sotto forma di documenti che l’insegnante annota online e rispedisce al mittente (anche nella modalità uno-a-uno).

La piattaforma offre altri utili strumenti: innanzitutto una biblioteca condivisa dove si possono conservare  presentazioni, documenti…

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Codici e libertà di espressione – #ltis13

Blog di Andreas Formiconi

Locandina del connectivist Massive Open Online Course: Laboratorio di Tecnologie Internet per la Scuola - #LTIS13

Il più geniale scrittore di software che abbia conosciuto è un umanista.  Un giovane – nel senso che avrà circa la metà dei miei anni – troppo intelligente per aver fortuna nelle istituzioni. Questo mio amico, che si chiama T.,  è dotato di un’intelligenza straordinaria e singolare, una visione disperatamente pura per questo mondo, a volte pericolosamente pura. Studi classici, mi pare un dottorato nell’area della storia della letteratura – è un certo tempo che non ci sentiamo – comunque nessuna formazione scientifica o tecnica. Eppure non ho mai conosciuto nessun altro che fosse così profondamente competente e capace nel tirar su costruzioni informatiche. Un po’ come gli artigiani veri, che si fabbricano gli strumenti che occorrono loro. O giganti come Michelangelo, che forgiò scalpelli e cavò marmo. O come Donald Knuth, il matematico che ha creato $latex \TeX$ [1], il più bel sistema di scrittura del…

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http://limfab.wordpress.com/ 05/30/2013

limfablog

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LE FONDAMENTA DELLA PROFESSIONE DOCENTE

nonsoloscuola

Aggiungo un contributo a http://piazzatienanmen.wordpress.com/ e all’ultimo post di Cristina, dedicandolo anche a Sabina, Luisella e altri bloggers molto attivi, su cosa significhi un buon insegnante. Lo trovo in una delle pubblicazioni che circolano sui tavoli del mio Istituto e ormai anche sui miei: I “curricula” del Metodo Galileo, a c. di J.Bickel, G.Grandini, con il contributo di G.Giuntoli,pubblicato a Piazza al Serchio nel 2009 dalla Rete didattica “Galileo Educational”. L’articolo è firmato da Giuliano Giuntoli, uno dei promotori del Galileo, e da C.Batistini. Segue articolo.

I  RAPPORTI  INTERPERSONALI  E  L’  AUTOSTIMA

“(……………………….) vi è una differenza sostanziale fra la concezione dell’insegnante quale operatore della didattica, e quindi attento alle discipline ed ai relativi apprendimenti, rispetto al formatore che insegna, che pone la sua attenzione al bambino che impara.

In questa seconda prospettiva, assume un ruolo prioritario la relazione che il docente sa instaurare con ciascuno dei suoi alunni. L’efficacia di…

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Sul senso dell’istruire e del formare

Speculum Maius

Sto attraversando un periodo di pensieri bui come quelle notti che non passano mai. Il silenzio di questo blog ne è riflesso. Mi ritrovo spesso a chiedermi che senso ha lo studio e la ricerca educativa in un contesto sociale, politico e culturale in cui tutti hanno altro a cui pensare e reputano che sia meglio farlo. Mi ritrovo a meditare sul senso di ciò che scrivo, faccio, penso, ipotizzo in merito. Se sia giusto chiudermi definitivamente nel mio recinto e buttare via la chiave. Non sono mai stata in grado di omologarmi alle regole accademiche e alle annesse piaggerie di ordinanza: non so se sia stata la mia salvezza (almeno dal punto di vista dell’equilibrio psichico) ma sicuramente non un vantaggio. Non ho una mente “lineare”, che riesce a stare ubbidiente nei comparti disciplinari di ordinanza e questo è una dannazione in un sistema in cui i feudi di…

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QUALI TAGS?

nonsoloscuola

Rifletto…………..sul modo di circoscrivere l’area dei miei tags ad un nucleo di parole-chiave che rimandi ad un’area di interessi portatrice di significati anche per qualcuno (possibilmente molti) che sta nel cyberspazio. Io sono di quelli che stentano a produrre tag, cioè a tradurre in un pugno di parole d’ordine i propri interessi umani e professionali: mi riconosco, come qualcun altro in questa repubblica del cMooc ltis13, nella fisionomia caratteriale dell’affabulatore e perseguo (con scarsi risultati) l’ideale alquanto medievale dell’enciclopedismo culturale. La mia spinta verso l’informatica, (anche quella povera di risultati e tutt’altro che selettiva) fa parte di questa mia passione onnicomprensiva e quindi onnivora. Ma bisogna decidersi e gettare i dadi; come dice Andreas “cerchiamo di lavorare meglio sulla specificità. C’è anche gente che ha messo bookmark senza alcun tag: questo è decisamente inutile per il fine che ci siamo posti”.

Per rompere il ghiaccio dei tags comincio a postare…

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Il linguaggio e (è) l’esperienza

sabinaminuto

il-linguaggio_2240

Il linguaggio è una capacità ereditata da tutti i bambini, ma solo come capacità di codificare il pensiero, cioè di rendere equivalente una stringa di suoni con un particolare pensiero. La lingua italiana, inglese, bantù… dovrà essere appresa, e il contesto è il grande responsabile di questo insegnamento. Nei primi anni è ovviamente la famiglia la maggiore responsabile dell’insegnamento della lingua parlata, che avverrà in modo del tutto informale e inconsapevole sia da parte di chi impara sia da parte di chi insegna.

Il Progetto Galileo sottolinea anche come sia essenziale raggruppare tutti gli usi cui si presta la lingua, in due grandi gruppi: usi sociali, per interagire con gli altri, e per i quali è sufficiente un codice ristretto, fatto di parole isolate e di frasi anche ellittiche; usi cognitivi, per apprendere, riflettere, prevedere, verificare. Gli usi cognitivi richiedono il possesso di un codice molto più elaborato

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La comunicazione didattica “accessibile”

Speculum Maius

Intervallo teorico-pratico nel filone di discussione sui BES per evitare che diventi alienante… Nella mia “scaletta”, l’argomento doveva essere trattato dopo ma trovo onestamente deprimente continuare a discutere di tutto tranne che di didattica. E allora mi concedo questa “inversione” di programma. MGF

***

E a forza di parlare di inclusione (integrazione mai sia! Non va più di moda…), mi sarebbe venuta voglia di passare dalle parole ai fatti, invitandovi a pensare alla prima “barriera” (intesa in senso ICF) che si frappone tra il docente e gli studenti (di qualsiasi bisogno educativo siano portatori) una volta chiusa la porta dell’aula: il linguaggio verbale. E questo non riguarda solo le persone con Bisogni Comunicativi Complessi ma chiunque debba fruire della comunicazione del docente per fare, imparare, interagire…

Chi non ha mai sperimentato la frustrazione di non capire assolutamente nulla di una lezione in cui il relatore infarcisce il discorso con…

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Grazie Daniele

sabinaminuto

Questo post da Appuntamento sui temi della scuola è prorpio quello che volevo per incrementare la mia riflessione odierna sulle tecnologie anche in seguito allo scambio di idee con Daniele.

Cito solo queste righe :

Le nuove tecnologie dell’informazione la comunicazione liberano gli insegnanti da tutta una serie di compiti e quindi permettono agli insegnanti di riorganizzare il loro modo di lavorare, di concentrarsi sulle nozioni più difficili, sui concetti poco padroneggiarsi o su quelli che non sono stati ben capiti. Inoltre le nuove tecnologie permettono agli insegnanti di identificare i gruppi di alunni e studenti per livelli di competenza, di fare lavorare gli studenti separatamente oppure di creare gruppi misti nei quali le varie competenze si completano e compensano. In classe, sempreché sussistano le classi, ma questo potrebbe ancora succedere per diversi anni, sarebbe possibile approfondire le spiegazioni, perfezionare lo svolgimento delle esercitazioni, familiarizzarsi con la complessità. Il…

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Gruppi di lavoro o affinità elettive?

amentia verna

Gli ultimi interventi del prof mi hanno chiarito le idee e mi hanno riconciliata con l’affastellarsi di tag e segnalazioni su Diigo.

Anche con Bloglines era andata così: frastornata dall’accumularsi di blog e articoli mi ero inizialmente sentita un po’ persa. Nel tentativo di riprendere un certo controllo (impossibile, ma tant’è… L’idea mi dava sicurezza) avevo a cominciato a compulsare le decine e decine di blog con ordine, uno dopo l’altro così come si presentavano in modalità “widget” (ogni autore nella sua ordinata casellina…). Una volta rassicurata l’immigrata digitale in me, mi sono sciolta un pochino e ho cominciato a dare un’occhiata ai post man mano che uscivano. E’ un procedimento meno “ingessato”, così presto la curiosità ha preso il sopravvento e ho lasciato perdere ordine e categorie, avvicinandomi al comportamento dei nativi digitali.

Con i tag che si sono accumulati in PiratePad è stata un po’ la stessa cosa:…

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Insegnare, avvicinandosi alla meta per tappe

Notecellulari

E’ difficile spiegare l’emozione che si prova quando, insegnando, si ottiene il risultato sperato. In questi casi  è come aver raggiunto un traguardo attraverso l’impegnativa tappa di una lunga scalata, un cammino di accostamento graduale.
Le lezioni di letteratura, di cui ho un po’ d’esperienza, mi costringevano, prima di poter condurre gli studenti a una comprensione corretta, a seguire quasi sempre, una lunga rotta circolare o meglio a spirale.
I miei ragazzi, che avrebbero voluto  capire in fretta per ottenere un voto, avrebbero voluto andar per le spicce e mi assediavano: avrebbero voluto subito delle definizioni; e da qui le domande: “Ma cos’è il Romanticismo? cos’è il Verismo? Perché c’è un pessimismo manzoniano e un leopardiano e perché sono diversi? Perché realismo e verismo sono due correnti e nello stesso periodo c’è anche il decadentismo?”
Partendo dal loro contesto (o sostrato, o conoscenze pregresse) assolutamente estranei al linguaggio, ai concetti…

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Un interessante progetto sul linguaggio

lamaestramanu

QUALI TAGS?. dal blog di Edda

“Per rompere il ghiaccio dei tags comincio a postare qualcosa che mi coinvolge molto professionalmente: da una decina d’anni seguo un percorso di  formazione in servizio, pilotato da un ardito dirigente scolastico, che si avvale del contributo teorico di alcuni esperti (pedagogisti, psicologi, scienziati e via dicendo) tra cui Jacqueline Bickel che studia da una vita (uno dei suoi maestri è Silvio Ceccato) i meccanismi dell’apprendimento nell’infanzia e ha sviluppato una sua teoria originale per una didattica basata sulle più recenti acquisizioni delle neuroscienze. La ricercatrice ha portato nel nostro Istituto Comprensivo, con altri collaboratori, un sistema integrato di metodologie didattiche chiamato “Progetto Galileo”, che negli anni ha prodotto una diversa sensibilità degli insegnanti per il fattore apprendimento e una certa ricaduta nei processi didattici concreti. Si tratta di un processo lento di decostruzione di pratiche obsolete a vantaggio di pratiche nuove, più…

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Avanti…c’è posto.

sabinaminuto

Oggi rifletto sul senso del lavoro svolto in questo laboratorio, almeno dal mio punto di vista, e sulle idee che ne ho tratto.

Dividerò le riflessioni in due parti:

1Ciò che ho imparato

2 Idee che voglio sviluppare

Uno

Ho aperto un blog, enorme conquista per me;

ho imparato ad usarlo e a gestirlo (ed ogni giorno ne so una nuova);

ho imparato cosa è il linguaggio HTML e cosa sono i file OPML;

ho imparato cosa sono gli aggregatori di feed e ora li uso;

ho imparato ad usare metodi di scrittura collaborativa online (Piratepad esempio)

ho sperimentato molte idee nella didattica di tutti i giorni con i miei poveri studenti;

ho conosciuto colleghi, realtà, progetti, idee;

ho confrontato le mie opinioni con quelle degli altri;

ho letto interesanti articoli e contributi dai blog di tanti colleghi

ho annotato molte cose da fare e un elenco di siti…

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TAG

donnatecno

Post32: taggo quindi sono, ovvero, data mining do-it-yourself

pollicino1

Taggare i propri interessi. In un mondo in cui fluiscono fiumi di parole, ci si accorge all’improvviso che diventa complicato individuare questo o quell’argomento solo con due o tre parole.  E’ un paradosso: SEMPLIFICARE è COMPLICATO!

Allora queste parole vanno pensate, pesate, riviste, inquisite, metabolizzate. Devono essere parole uniche, semplici, non troppe.

Sono importanti perchè, se scelte in modo accurato, ci possono far trovare la strada.  Altro che Pollicino: un dilettante!

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“La mia poesia non sarà” ovvero come districarsi con i file audio

sabinaminuto

Oggi finalmente metto in pratica il consiglio di Gianni in questo post ma con gran fatica, quella degli apprendisti.
Avevo registrato ilfile audio con Ipad. L’ho trasformato in mp3 e copiato. Poi però non sapevo editarlo non avendo l’indirizzo URL. Ho capito dopo che dovevo usare un sito hosting, editarlo lì, ricopiare l’indirizzo nel link come dice Gianni e infine ce l’ho fatta.

Spero almeno che la limpida e tremante voce della mia studentessa per la giornata internazionale della poesia, vi giunga chiara e forte.

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Sottotitoliamo assieme? – #ltis13

Bloglillon

Veramente, con le allusioni all’uso che avevo fatto dell’applicazione web di sottotitolazione Amara per trascrivere i post audio di Andreas, un po’ intendevo vedere se ci sarebbe interesse per un’attività di sottotitolazione collaborativa.

Da una parte, sottotitolare video collaborativamente è facile e li rende molto più fruibili, non solo dai sordi – questo è ovvio – ma da tutti, e potrebbe anche essere integrato in attività di apprendimento. Ma dall’altra, #ltis13 è un laboratorio molto impegnativo, in un momento dell’anno scolastico dove i docenti hanno già tantissimi impegni.

Però alcuni di voi si sono già lanciati da soli – vedi Tutorial Prezi con sottotitoli di Anna Cilia – ed altri sembrano interessati: Luisella ha proposto di sottotitolare un tutorial video in inglese su Diigo.  E c’è il precedente “#linf12” quando Roberta, Laura e Flavia, che non avevano mai  sottotitolato prima, hanno sottotitolato i tre video in Una piccola introduzione alla…

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